giovedì 15 marzo 2012

Vivitar V3000s: le mie origini analogiche


Oggi vorrei parlarvi della mia prima macchina analogica, quella che presi in mano con totale incoscienza facendomi scriveredal fotografo, su un foglietto di carta striminzito,  i rapporti principali sole/nuvolo e partendo per la Spagna ignorando tutto il resto. Con la Vivitar V3000s di mio padre scoprii per la prima volta l'ebbrezza della responsabilità, cioè sapere che dalle impostazioni che le avrei dato dipendeva la buona riuscita della foto. Diversamente, me ne sarei tornata a casa senza nulla (cosa che rasentai incredibilmente). Allora "Bruciai" letteralmente molti rullini, buona parte delle foto vennero una schifezza, ma almeno avevo rotto il ghiaccio. Fu il mio primo impatto con la fotografia "seria", quella che ti costringe a ragionare (prima di lei, Kodak instamatic 77x con cassettine da 126. Ora capite il balzo). Quello che sta in mezzo poi è la storia di un amore per l'analogico tradito per il digitale. Colpa anche di chi quando la macchina si ruppe, mi disse che non c'era più nulla da fare. Mollai l'analogico, anzi, mollai proprio la fotografia per tantissimi anni, per poi buttarmi sul digitale. Oggi quella stessa macchina è tornata viva, ammaccata (niente numero di progressione degli scatti, niente esposimetro), ma viva. Tralasciando un pò la mia vicenda personale ed addentrandoci nell'aspetto più tecnico, diciamo che la Vivitar V3000s è una 35mm SLR totalmente manuale con tempi da 1 a 2000, posa Bulb e autoscatto; diaframma da 1.7 a 22 ed un range ISO molto ampio: da 25 a 3200. Il sistema elettronico permette di valutare se la foto che stiamo per scattare è sovra o sottoesposta grazie a degli indicatori colorati (rosso/Verde; più/meno) che si accendono (abbassando a metà il pulsante dis catto) permettendoci di ottimizzare l'esposizione. Tutte le istruzioni per l'utilizzo le trovate qui. La macchina dispone di un attacco hot-shoe per il flash e dell'alloggiamento per avvitare il cavo di scatto sullo shooter. In basso ha anche l'innesto universale per montarla su un treppiede. Il sistema elettronico, invece, funziona con due batterie Alkaline modello LR44. La lente è una Vivitar da 50mm con un range da 0.45 ad infinito e l'attacco tipicamente detto "a baionetta".
La Vivitar V3000s, nella mia esperienza, per quando possa essere totalmente manuale, non è una macchina complessa da utilizzare (ancora più semplice quando l'esposimetro funziona a dovere). Chi è alle prime armi può trovare in questa macchina un'ottima palestra per esercitarsi, chi invece è più preparato la può considerare un'ottima compagna nei contesti più disparati grazie alle ampie opzioni di settaggio.
Vi metto di seguito alcuni scatti, inclusi i miei primi, quelli spagnoli (quelli venuti bene, ovvio!), a cui sono molto legata, per farvi vedere la resa di questa splendida macchina.

Madrid, Parque del Retiro
Segovia, Plaza Mayor
Hannover, Germania
Libri
Shoes

Qui, qui, qui e qui troverete le gallerie dedicate alle foto che ho scattato con la Vivitar V3000s, la mia compagna persa e ritrovata.

2 commenti:

  1. E' davvero bellissima!!! Sia esteticamente sia come caratteristiche della macchina e dell'obiettivo è molto simile alla mia yashica fx3 2000, immagino che siamo "coetanee" e uindi mi viene da pensare che sia una signora macchina fotografica! Hai mai provato a fare doppie esposizioni?

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    1. Ci ho provato, con la dia in redscale. Alcune sono qui:http://www.lomography.com/homes/dalairona/albums/1817683-elitechrome-redscaled-and-x-processed ma come vedi non sono venute un granché :)

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