lunedì 4 giugno 2012

C'era una Zenit russa, una lupa cecoslovacca e una setter inglese...

Chi mi segue saprà della mia passione sfacciata per le Zenit. Ogni fotografo (amatoriale o meno che sia) ha il suo chiodo fisso, la fedele compagna che non tradisce (quasi) mai. Personalmente, credevo che la mia sarebbe stata una Canon e non so precisamente su quale base non avendone mai posseduta una. Sta di fatto che dopo la prima Zenit, la 11, ho preso ad occhi chiusi anche la Zenit 12 XP.
Fin troppo chiusi, direi. Infatti le vicende del primo test roll sono alquanto rocambolesche. Primo per il mio modo disgraziato di (non) aver agganciato opportunamente la pellicola al rocchetto; secondo perchè dopo qualche scatto mi accorgo che il suono dell'otturatore è troppo sordo e non assomiglia per niente a quello croccante delle Zenit. Something doesn't work, si accende la spia rossa nella mia mente, ma io decido di non darle retta, almeno fino a quando non mi rendo conto che la ghiera ha abbondantemente superato i 36 scatti ed a meno di non averci infilato un rullino bionico sicuramente quello è il segnale che qualcosa davvero non stia funzionando. Mi armo di coraggio e faccio l'unica cosa che l'istinto mi dice di fare: levare l'obiettivo e controllare dentro. ACH! IATTURA!! Lo specchietto era piantato e non voleva saperne di muoversi! Hai voglia a dirmi, tra me e chi sa chi (visto che non mi sono ascoltata), che l'otturatore non mi restituiva un rumore fedele. Il problema dello specchietto l'ho risolto con una scrollata decisa: la Zenit doveva essere ferma da un bel pezzo. La vicenda del rullino è decisamente più grottesca perchè per la seconda volta (con mio impegno a scattare foto apprezzabili) la ghiera supera abbondantemente i 36 scatti. Esasperata mi chiudo nello sgabuzzino quasi rassegnata a privarmi anche della mia seconda russa (la prima è in revisione, ah i grassi russi!), ma stavolta il problema (che persisteva già dal primo tentativo) era un rullino montato che peggio non avrei saputo fare.
Dopo questo gran rodaggio la mia Zenit 12 XP scatta che è una bellezza.
Tecnicamente ha gli stessi parametri e settaggi della Zenit 11, ma la differenza sostanziale sta nell'esposimetro: a cellette solari nella 11; elettronico (pile) nella 12 XP: un grande guadagno in termini di funzionalità perchè per un'esposizione ottimale nella 11 è necessario guardare all'esterno del mirino, precisamente sulla sinistra dove è posta la ghiera per il settaggio degli ISO. Nel caso della 12 XP, invece, il classico sistema dei led luminosi al margine destro dell'inquadratura ci permette di settare la macchina senza distogliere lo sguardo dal soggetto che intendiamo fotografare. Per le istruzioni potete rivolgervi all'infallibile Butkus da cui potrete scaricare il manuale completo (in inglese).
Dopo i primi tentativi disgraziati di portare a casa qualche risultato, al terzo giro ho deciso di dedicare le 36 pose alle mie due modelle preferite: Rosetta e Greta, la mia lupacchiotta cecoslovacca e la mia irrequieta setterina inglese.
Sulla Zenit 12 XP non ho pareri da esprimere, visto che ogni mia opinione è spudoratamente di parte. Dico solo che quando ho una Zenit scatto con tranquillità, mi sento a mio agio e so che di queste macchine (se trattate con la opportuna manutenzione) ci si può fidare ad occhi chiusi.
Ed ora le foto!
Rosetta si rilassa al fresco sul balcone

Greta, durante il suo bagno quotidiano al mare

Rosetta si riposa dopo aver rincorso Greta
Greta si riposa dopo aver seminato Rosetta
Happy feet!
Happy ending!!

6 commenti:

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    1. Con loro due c'è da sbizzarrirsi!! ^_^

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  2. no, vabbeh cani mare e... zenit..
    dillo che lo hai scritto per farmi venire gli occhietti a forma di cuore :)

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    1. Questa è storia di quasi tutti i pomeriggi. Le mie ragazze hanno bisogno di sgroppare, Greta poi ha un'insana passione per l'acqua. Mi rigenerano e mi sfibrano allo stesso tempo! E poi la Zenit, che dire, noi due ci siamo già capite! ;)

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  3. La zenit da veramente troppe soddisfazioni!

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    1. E'veramente una macchina commovente, io la adoro e vorrei essere superbrava per poterla sfruttare al 100% con tutti i suoi accessori (vari obiettivi e filtri).

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