giovedì 23 agosto 2012

Certex Werlisa Club Color: la spagnola che era rotta

Partiamo dal presupposto che l'amico Stefano si sia incaponito a volere la mia Polaroid close-up; poniamo anche il caso che nello scambio abbia deciso di disfarsi di una macchinetta che LUI ha stabilito essere "rotta". Poniamo anche il fatto che quando la sottoscritta sente la parola "rotta" è come se a Yoghi dicessero "cestino della merenda". Ecco il quadro: Stefano si è preso la mia Polaroid one step close-up ed in cambio mi ha dato la sua Certex Werlisa Club Color "rotta".
Rotta si fa per dire, ovvio.
La macchina è di fattura spagnola (la casa è la Certex), prodotta intorno agli anni Settanta/Ottanta per la fotografia di massa. Tecnicamente è molto semplice: ha tre impostazioni identificate con i simboli classici di sole, nuvola e flash (i tempi dovrebbero essere i classici 1/125; 1/60; 1/30) con un'apertura ed un fuoco fissi ed una lente marcata Certar (1:7.5/38mm). Monta rullini da 35mm ed è dotata di attacco integrato (hot shoe) per il flash (quello per la Holga le calza benissimo) e di avvitamento per il treppiede.
Parliamo quindi di una macchinetta che ha i suoi anni con un banalissimo difetto che nel tempo ha reso duro lo scorrimento del rullino: il perno che fissa la pellicola e quindi anche la rotella di riavvolgimento sono rivestiti da una guaina di gomma. Il tempo, la conservazione e la manutenzione non adeguate (Stefano la comprò ad un mercatino), hanno reso "appiccicosa" la guaina impedendole di scorrere fluidamente per via dell'attrito che crea con la parete della macchina. Dopo il quarto scatto, infatti, lo scorrimento della pellicola diventa difficoltoso, la macchina si inceppa. Mister muscolo?! No, le opzioni che ho valutato con successo sono state due: oliare con estrema cura ed attenzione la guaina per permetterle di scorrere fluidamente; tenere sollevata la rotella di riavvolgimento durante gli scatti e riagganciarla con attenzione (per evitare di azzerare il contapose) quando si termina di fotografare. Werlisa funziona!
Dentro ci ho trovato un rullino Fuji che il buon Stefano mi ha messo a disposizione per smanettarci un pò su e che di natura offre colori piuttosto saturi e ottimi contrasti. Inutile che vi dica che i Fuji, proprio per queste caratteristiche, sono tra i miei rullini preferiti.
La prima impressione è che la Werlisa abbia bisogno di tanta luce per rendere al meglio, mentre nelle zone in ombra tende a sottoesporre notevolmente. L'altra impressione è che rimessa a nuovo con questa macchinetta mi toglierò parecchi sfizi!
Questi sono i risultati.
 
Questa è stata scattata sotto un porticato circondato da ulivi. La giornata era di pieno sole e come vedete la macchina fatica a prendere luce

 
Stessa giornata, fuori dal porticato. Qualcuno storcerà il naso per l'orizzonte sgorbio. Portate pazienza
 
Questa perchè mi piace l'attimo colto in una delle tante pose buffe di Rosetta. Sarò monotematica, ma le mie modelle sono imbattibili nei test roll!
 
La composizione non è per niente azzeccata, ma qui la macchina ha reso una bella luce ed un buon fuoco proprio nella macchia di colore in cui Greta zampettava felice
 
Vignettatura
 
Questo, invece, è il risultato quando Werlisa lavora in condizioni di luce ottimali. Tardo pomeriggio, toni sfumati. Sembra scattata in Portra.
 
Ora, come al solito, non resta che sperimentare Werlisa in b/n e sono sicura che con un buon rodaggio diventerà una fidata macchinetta da battaglia.

3 commenti:

  1. Anche io ho appena rimediato una Werlisa Color Club del 1981... non vedo l'ora di terminare il rullino!!!

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    1. E' una macchinettina semplice semplice dopotutto. A me fa ridere la custodia, sembra come i cappelli della Gendarmeria spagnola. Del resto, la Werlisa non è spagnola a caso! :D

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  2. scusa ma come fai a mettere le foto scattate con la werlisa sul web?

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